questioni spinose di giardinaggio d’interni

è da qualche giorno che mi capita di aprire i vari social network e di vedere postato e ripostato il viral video della wilkinson’s, universalmente noto come “rasa il pratino”. tralasciando gli “addddoroooo” e i “mi fa schifo”, più o meno presenti in egual misura nei commenti, mi premeva capire una cosa.

fermo restando che tutti possono fare quello che vogliono col loro pelo pubico, perché tutta questa ossessione alla depilazione intima femminile? cioè, per ragioni sociali accetto-faticosamente perché mi costa tempo e fatica, e denaro se vado da una estetista- gambe, inguine e ascelle, che sono esposte allo sguardo estraneo. ma quello che succede nelle parti basse dovrebbe essere un segreto tra me e le mie mutande, il mio uomo (se ce l’ho e pratichiamo) e forse le tipe davanti alle quali mi spoglio in palestra. non credo che sia una pratica che ti faccia sentire meglio con te stessa, dato che senza peli lì ci sono solo le bambine sotto i dieci anni, le anziane sopra gli ottanta, le porno star e le peripatetiche (e le ultime due categorie si rasano per lavoro, mica per diletto); una volta, durante una accalorata conversazione con un mio amico, grande fan della forma “biglietto-della-metro-parigina”, provai a fare con lui un ragionamento logico-deduttivo tramite cui se imponevi la tosatura a una persona che non l’aveva mai fatta, il rischio era passare indifferentemente per pedofilo, per gerontofilo, o per gran consumatore di sesso a pagamento- e in nessuno di questi casi ci si faceva una gran figura. il messaggio non passò e a distanza di qualche anno mi sembra che le sue ragioni abbiano prevalso, almeno dal punto di vista del marketing.

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One response to this post.

  1. Posted by dadaista on maggio 11, 2010 at 7:58 am

    (come già ti dissi) spero che sia un’operazione di stampo virale o quantomeno satirica, perché se quella pubblicità si prende sul serio c’è sul serio da inquietarsi.
    il controllo sul corpo della donna è fonte di enorme potere economico. se il controllo sulla riproduzione adesso è diventato meno centrale (non è più vero che più figli = più soldi), il controllo sull’immagine del corpo femminile genera profitti immensi, sia dal lato di noi donne che “abbiamo bisogno” di prodotti e servizi per conformarci a quell’immagine, sia dal lato dei maschietti che, se gli si propone un prodotto tramite l’immagine di una creatura femminile artefatta secondo quella tipologia, pare si precipitino subito ad acquistarlo.

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